Intensa ed emozionante l’esperienza dei volontari F.I.R. CB della Lombardia per le Olimpiadi Milano – Cortina.
L’attività preparatoria per l’evento di portata mondiale è iniziata già nel mese di dicembre quando i volontari TLC del modulo regionale hanno fruito della formazione per le fasi di montaggio ponti radio in quota e per la creazione della rete TLC/ICT dell’evento; tra i coinvolti nelle settimane di febbraio c’erano molti volti delle strutture provinciali F.I.R. CB di Lodi e Milano.
Particolare il ruolo dei volontari di Lodi (SER Lodigiano ODV e Fratelli SEA): “Oltre alla parte TLC avviata nella giornata della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi, gli operatori radio di Lodi –spiega Stephanie Tonani, consigliere nazionale F.I.R. e referente per il volontariato Regione Lombardia- sono stati impegnati anche nei campi base di Lovero, Bormio, Morbegno e Sondrio per l’assistenza alla popolazione e alle forze dell’ordine con turni di quattro blocchi per garantire la copertura totale di tutto il periodo delle Olimpiadi. La sezione TLC è ancora attualmente attiva con turni dalle sei del mattino alle ventidue, tutti i giorni, con 2-3 volontari per squadra”.
Presente in sala operativa per il 90 per cento dei giorni di attività il presidente regionale di F.I.R. CB Lombardia Roberto Dedè assistito da Stephanie Tonani; una ventina i volontari F.I.R. coinvolti, dieci circa del gruppo Fratelli SEA e dieci del SER Lodigiano.
Tonani descrive i vari compiti curati dai volontari: “Un turno veniva svolto su strada per dare assistenza alle forze dell’ordine e alla popolazione, per la gestione dei flussi del traffico da indirizzare nei maxi parcheggi appositamente adibiti per le olimpiadi, per la gestione di emergenze locali (incidenti o traffico intenso) e per il conteggio dei pullman in transito verso le piste da sci e in fase di ritorno. Un secondo turno era legato alla reperibilità pertanto i volontari dovevano stare al campo base in divisa per essere pronti a partire in caso di necessità. Il terzo era dedicato alle pulizie, mentre uno solo turno su quattro giornate poteva essere destinato alla libera uscita”.
Ad organizzare le squadre c’era un coordinatore del volontariato, ruolo ricoperto dai volontari F.I.R. CB, che teneva i contatti con la sala operativa del campo base per eventuali segnalazioni. Le giornate di intervento erano articolate su tre turni: dalle 6 alle 12, dalle 12 alle 18 e dalle 18 alle 24. Profondo l’impegno richiesto ma sicuramente importante l’impatto vissuto a livello di emozioni e di bagaglio di esperienze.
