LA TRAGEDIA IN SPAGNA NON FERMA ANTONIO NARCISO, VOLONTARIO FOGGIANO DELLA FIR CB ATTIVO SUL POSTO

È sopravvissuto al drammatico incidente ferroviario del 28 ottobre e, nonostante lo shock, ha scelto di aiutare gli altri. La storia di Antonio Narciso, volontario della Prima Vela di Foggia, diventa una testimonianza concreta dei valori della Protezione Civile italiana: solidarietà, altruismo e senso del dovere, anche oltre i confini nazionali.
Ci sono gesti che raccontano una persona molto più di qualsiasi presentazione. Gesti che non hanno bisogno di medaglie, riconoscimenti o grandi proclami perché è nella loro spontaneità che si rivela il significato più autentico del volontariato. È quello che sta accadendo in Spagna, dove Antonio Narciso, volontario dell’associazione Prima Vela di Foggia, appartenente alla FIR CB Regione Puglia, dopo essere rimasto coinvolto nel drammatico incidente ferroviario del 28 ottobre, ha scelto di trasformare la propria paura in una concreta disponibilità ad aiutare gli altri.
La tragedia si è consumata nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo, quando due treni ad alta velocità sono entrati in collisione sulla linea Madrid-Siviglia. Un impatto devastante, che ha provocato decine di vittime e centinaia di persone coinvolte, feriti, famiglie spezzate e un'intera comunità precipitata nell'angoscia. Secondo le notizie diffuse il 29 ottobre, il bilancio era salito ad almeno 69 morti, mentre i soccorritori continuavano a lavorare tra le carrozze danneggiate per assistere i feriti e completare le operazioni di soccorso. In mezzo a questo scenario, Antonio è riuscito a uscire illeso. Ma la sua storia non si esaurisce nella fortuna di essere sopravvissuto. Mentre avrebbe avuto ogni ragione per fermarsi, raccogliere le proprie emozioni e cercare di superare quanto appena vissuto, ha scelto invece di mettersi a disposizione della Protezione Civile spagnola. Si è qualificato come volontario della Protezione Civile italiana e ha offerto il proprio contributo alle attività di soccorso e assistenza ai superstiti. Una scelta che assume un significato ancora più forte proprio perché compiuta nel pieno di una situazione traumatica, senza attendere riconoscimenti e senza cercare visibilità. A raccontarlo è stato lui stesso, con un messaggio rivolto a tutte le persone che, preoccupate, stavano cercando di mettersi in contatto con lui: «Ci tengo a tranquillizzare tutti quelli che mi stanno cercando o scrivendo in queste ore: sto bene». Poi il racconto della decisione di rendersi utile, mettendo a disposizione l'esperienza maturata nella propria associazione e gli insegnamenti ricevuti nel suo percorso di volontario. Infine parole che restituiscono tutta la dimensione umana di ciò che sta accadendo: «Le ore sono frenetiche e c'è davvero tanto da fare, ma stiamo dando il massimo unendo le forze. Un pensiero immenso va a chi è stato colpito più duramente da questa tragedia». In quelle parole c'è molto più di una testimonianza: c'è il senso di appartenenza a una comunità, la consapevolezza che il soccorso non conosce nazionalità e la capacità di guardare al dolore degli altri anche quando si è appena attraversato un momento difficile in prima persona. È questo il volto del volontariato che la FIR CB riconosce e valorizza: persone che si preparano, si formano e crescono all'interno delle associazioni, ma che soprattutto imparano a mettere le proprie capacità al servizio della collettività. Il presidente regionale Luca Genco esprime profondo orgoglio per il comportamento del giovane: «Quello che è accaduto ad Antonio ci colpisce profondamente, prima ancora come organizzazione, come persone. Sapere che un nostro volontario sia rimasto coinvolto in una tragedia di questa portata e che, fortunatamente, sia uscito illeso è già un grande sollievo. Ma vedere che, nonostante lo shock, abbia scelto di mettersi a disposizione dei soccorritori ci riempie di orgoglio. È in momenti come questi che comprendiamo quanto siano importanti la formazione, l'esperienza e i valori che trasmettiamo ogni giorno. La FIR CB Puglia è orgogliosa di lui, perché il suo comportamento rappresenta concretamente ciò in cui crediamo: un volontariato preparato, responsabile e profondamente umano. Il bisogno di aiuto non conosce confini e la solidarietà non ha nazionalità. Ad Antonio va il nostro abbraccio, insieme alla vicinanza della nostra comunità e alla gratitudine per aver testimoniato, con i fatti, il valore del volontariato italiano». Un orgoglio condiviso dal presidente dell'associazione Prima Vela, Michele De Gregorio, che conosce da vicino il percorso del ragazzo e i principi che ne hanno accompagnato la crescita: «Conosco bene il valore di Antonio e so quanto siano importanti per lui i principi sui quali si è formato. Quando si lavora ogni giorno con i volontari, si cerca di trasmettere competenze, responsabilità e capacità operative, ma soprattutto si cerca di far comprendere che dietro ogni emergenza ci sono persone che hanno bisogno di aiuto. Antonio ha dimostrato di aver fatto propri questi insegnamenti in una circostanza particolarmente difficile, nella quale lui stesso era stato coinvolto. Non era scontato che, dopo un'esperienza tanto traumatica, riuscisse a trovare la forza di mettersi a disposizione degli altri. Per questo siamo orgogliosi di lui, ma soprattutto siamo felici che sia uscito illeso. Il nostro primo pensiero resta alla sua sicurezza e al suo benessere. La sua scelta ci ricorda perché portiamo avanti ogni giorno il nostro impegno: non per apparire, ma per essere presenti quando qualcuno ha bisogno». La vicenda di Antonio porta così l'attenzione anche sul lavoro quotidiano della FIR CB, della sua articolazione regionale pugliese e delle associazioni che ne fanno parte. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, costruito attraverso formazione, esercitazioni, collaborazione e disponibilità a intervenire quando una comunità si trova in difficoltà. Il volontariato di Protezione Civile non si improvvisa: richiede preparazione, disciplina, capacità di lavorare in squadra e rispetto delle procedure, ma trova la propria ragione più profonda nella solidarietà. È un impegno che si alimenta attraverso l'esempio, la trasmissione dei valori e la crescita di persone consapevoli della responsabilità che comporta essere d'aiuto. Ed è proprio per questo che il gesto di Antonio assume un significato che supera la vicenda personale. Non si tratta di trasformare una tragedia in un'occasione celebrativa, né di dimenticare il dolore di chi ha perso una persona cara. Al contrario, significa riconoscere che, anche nei momenti più bui, esistono gesti capaci di restituire fiducia nell'umanità. La sua scelta non cancella le conseguenze dell'incidente, non allevia il dolore delle famiglie e non sostituisce il lavoro dei soccorritori professionisti. Dimostra che la cultura del volontariato può accompagnare una persona anche lontano dalla propria città, dalla propria associazione e dal contesto nel quale ha ricevuto la sua formazione. Per la Prima Vela è motivo di orgoglio vedere i principi trasmessi ai propri volontari tradursi in un comportamento concreto; per la FIR CB Puglia e Nazionale è una testimonianza del valore umano che accompagna l'impegno della propria comunità; per il volontariato italiano è un richiamo alla forza di una solidarietà che non si ferma davanti alle frontiere. Da Foggia alla Spagna, Antonio porta con sé un'appartenenza che non è soltanto una sigla sulla divisa, ma un insieme di valori che si manifestano nelle scelte quotidiane e, soprattutto, nei momenti in cui essere presenti per gli altri diventa più difficile. Oggi il pensiero va a lui, alla sua incolumità e a tutte le persone colpite dalla tragedia. Resta però anche una lezione che merita di essere raccontata: il volontariato si riconosce quando i valori smettono di essere parole e diventano azioni. Quando, davanti alla paura, si trova ancora la forza di guardare chi soffre. Quando, pur avendo bisogno di conforto, si sceglie di offrire una mano. È in quel gesto che si misura il valore più alto di una persona e si comprende perché, dietro ogni associazione di Protezione Civile, ci siano molto più di una divisa e di un'organizzazione: ci sono uomini e donne che hanno scelto di esserci e che, anche lontano da casa, continuano a farlo.

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