Il Governo ha esteso fino al 2036 il regime fiscale attualmente previsto per il Terzo Settore, rinviando per la quinta volta dal 2022 il passaggio al regime di esenzione dell’Iva per gli Enti del Terzo Settore (ETS). La decisione, approvata dal Consiglio dei Ministri attraverso due provvedimenti dedicati, evita l’immediata introduzione di nuovi adempimenti fiscali come la fatturazione elettronica e la tenuta della contabilità per associazioni benefiche ed enti non profit.
Oltre alla proroga, il Governo ha scelto di ampliare l’ambito delle attività che potranno beneficiare dell’agevolazione Iva al 5%, finora riservata alle cooperative sociali.
La misura era particolarmente attesa per scongiurare il rischio che, a partire dal 1° gennaio 2026, gli enti si trovassero improvvisamente sottoposti a obblighi fiscali complessi e spesso difficili da gestire per realtà basate sul volontariato.
Soddisfazione è stata espressa da Patrizio Losi, presidente appena riconfermato della FIRCB: “È un risultato che parte da molto lontano. Dagli Stati Generali del Volontariato, che si sono tenuti a Roma nel giugno del 2022”, sottolinea. “Quando ero presidente della Commissione Nazionale del volontariato di protezione civile, avevo segnalato la problematica invitando le autorità competenti a trovare una soluzione. Con la proroga di 10 anni otteniamo un sicuro risultato che ci permetterà di lavorare a una soluzione definitiva”.
